Lorenzo Passini

‘I am a photograph, I am a photograph

I’m better than the real thing.

I am a glossy photograph

I am appearing by the magic

Of a Nikon automatic

Maybe I’m just a piece of paper

But some think that I am better

‘Cause photographs do not complain

Or cry, or love, or suffer’

Amanda Lear

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Consapevolmente affascinato dal potere comunicativo dell’immagine, ho seguito un percorso di studi e professionale che fortunatamente mi ha sempre messo a stretto contatto con il forte legame fra estetica, immagine e comunicazione. Il conseguente forte bisogno comunicativo mi ha portato a diventare fotografo professionista.

La fotografia è per me un linguaggio estremamente potente, un mezzo privilegiato per descrivere ciò che, acquisita la tecnica, passa attraverso il mio obiettivo.

Con una comunicazione apparentemente semplice e spoglia di orpelli superflui, cerco di convogliare racconti, emozioni e messaggi attraverso immagini simboliche, dettagli rappresentativi, momenti rubati e soprattutto ritratti. Vivo ogni scatto come un ritratto; che si tratti di un evento, un oggetto o una situazione, cerco sempre di suggerire ciò che vedo e sento, come quando ritraggo una persona e voglio rendere la sua identità, storia e emozioni.

Con un briciolo di ironia quando serve, senza mai prendermi troppo sul serio.

Knowingly drawn by the communicative power of images, i luckily followed an educational and professional path that made me stand very close to the strong tie between aesthetics, image and communication. The following strong communicative necessity and the love for this media had me become a professional photographer.

Photography is, to me,  an extremely strong language, a privileged way to describe, once owned the technical skills, what goes through my lenses.

I aim for an apparently simple communication that, without needless ornaments, tries to convey narrations, emotions and messages through symbolic images, representative details, stolen shots and portraits. I live each single shot as a portrait: whether it is a ceremony, an object or a situation, i always try to suggest what see and feel, the same way i do when i take a portrait of a person, exploring  his or her identity, history and emotions.

With a pinch of irony when needed, without taking myself too seriously.